LA MORTADELLA IN PELLEGRINAGGIO A GERUSALEMME

11 settembre 2019

LA MORTADELLA IN PELLEGRINAGGIO A GERUSALEMME

di Marco Poli – (da “Il Resto del Carlino)

La tradizione dei pellegrinaggi affonda le proprie radici nei secoli passati quando la meta preferita era il Santo Sepolcro di Gerusalemme. All’inizio del ‘600, un pellegrino curioso fu certamente lo scrittore e pittore bolognese Francesco Cavazzoni che, in età già avanzata, decise di intraprendere il santo viaggio in Terra Santa; viaggio che descrisse accuratamente attraverso un vero e proprio «diano di bordo», preziosa e al tempo stesso curiosa testimonianza, ritrovato di recente al Musèe Condè a Chantilly in Francia e pubblicato a cura della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con l‘Istituto Veritatis Splendor («Trattato del santo viaggio di Gerusalemme», edizione critica di Marinella Pigozzi, Costa Editore).

Francesco Cavazzoni ci offre un testo di grande interesse perché, oltre al resoconto del faticoso viaggio, fornisce, alla luce della sua esperienza, consigli pratici al pellegrino che volesse mettersi in viaggio. Anzitutto, bisogna essere forniti di soldi: per affrontare un viaggio che durava più di un mese, oltre al soggiorno ed al viaggio di ritorno, occorrevano circa 500 zecchini, una somma di tutto riguardo. Poi occorreva una attenta preparazione della «valigia»: biancheria, camicie, fazzoletti, «pannicelli e qualche tovagliuolo», lenzuoli: coperte. Consiglia di vestirsi con abiti pesanti e di porre particolare attenzione alle calzature: debbono essere comode. Infine, bisognava portare alcuni prodotti medicinali, col consiglio di fare sempre attenzione alle cimici che si possono trovare sulle navi. Un’altra «cassa», invece, doveva contenere prodotti per lo «stomaco, ben serrate perché l’umido le corrompe e guasta facilmente»: Francesco Cavazzoni portò con se (e lo consiglia a tutti) «una assetta con buona Mortadella, salami, lingue salate e altre cose pertinenti al vitto».
Circa la somma di denaro, spiega che ne servirà anche «per fare presenti 0 donativi per avere favori». Insomma, molti di questi consigli di quattro secoli fa contengono una certa attualità.