RACCONTI IN ROSA | D.P.C.M.

RACCONTI IN ROSA | D.P.C.M.

27 novembre 2020
Racconti in Rosa”
è una serie dedicata alle storie e ai racconti ispirati alla
“regina rosa”
Libere emozioni, liberi pensieri, liberi racconti…in rosa!

 

D.P.C.M.

Lungi dal pensare che tale abbreviazione possa avere un significato burocratico, la sigla, acronimo di: Disperati Privi di Confezioni di Mortadella, radunava un gruppo di persone amanti della mortadella, ritenuta simbolo   di allegria, di   giovialità e d’estrosità in cucina, considerata la sua versatilità. Questa pian piano era stata   eliminata dal mercato dietro le insistenti manie salutistiche di un gruppo di persone salito al potere in una città lontana da noi. Col pretesto di migliorare lo stile di vita godereccio della gente, s’erano adoperati che le confezioni di mortadella divenissero sempre più piccole fino a scomparire dai supermercati. Al loro posto veniva posta sugli scaffali della roba vegetale che per la maggior parte risultava invenduta, lasciando nella disperazione chi la cercava. La ricerca negli altri supermercati o nelle fattorie dove la produzione era manuale, aveva fatto sì che gli interessati si conoscessero,  dando seguito alla nascita dell’associazione D.P.C.M.  Quando si recuperava qualche esemplare salvatosi da questa moderna caccia alle streghe, i membri dell’associazione si riunivano in segreto e veniva gustata in religioso silenzio, per evitare che qualcuno riferisse a quei signori che in quella casa si mangiasse la mortadella. Il fatto strano era che mentre la gente dimagriva, i dirigenti, definiamoli così, diventavano sempre più pasciuti e non si comprendeva la ragione. Un giorno di ritorno da un’escursione, uno dei soci riferì d’aver trovato tra gli anfratti della campagna, una grotta, una cavità ben nascosta alla vista che emana un profumo…. e che  profumo!. Seguendolo s’era trovato davanti a un cumulo di mortadelle. Superato il momento di stupore aveva con l’aiuto di un contadino portato via il tesoro e chiuso la grotta in modo tale da impedirne l’accesso, protetto da una serie di trappole in modo da catturare e punire chi li aveva privato della loro libertà. Avrebbero scontato la furbizia. Così avvenne: colti  di sorpresa quei maniaci salutisti ne presero tante da decidere di lasciare quel luogo e non fare più ritorno. Sul mercato tornò la mortadella e la libertà di vivere secondo il genio di ciascuno.

Cecilia Pollio è ex docente di lettere della scuola media di primo grado, ama leggere, scrivere racconti e poesie.